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Oneri di urbanizzazione secondaria per chiese, troppi i soldi dati dai comuni

Il Sottoscritto Consigliere regionale

premesso che

 

  • come noto, gli  sono i corrispettivi dovuti al comune territorialmente competente all’atto di rilascio del permesso di costruire, “in relazione agli interventi di ristrutturazione edilizia o agli interventi che comportano nuova edificazione o che determinano un incremento del carico urbanistico (…)” (art. 30, comma 1, L.R. 30 luglio 2013, n. 15, recante “Semplificazione della disciplina edilizia”);
  • segnatamente, i contributi dovuti sub specie di oneri di urbanizzazione sono destinati alla partecipazione alle spese che i comuni stessi sostengono per gli interventi e le opere di urbanizzazione del territorio: ancora più in particolare - ex art. 16, commi 7, 7 bise 8, del D.P.R. 06 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) - si distingue tra oneri di urbanizzazione primaria (per indicare i contributi destinati alla realizzazione di strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato, cavedi multiservizio e i cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni) e oneri di urbanizzazione secondaria(ossia i contributi per asili nido, scuole materne e dell’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi,impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie);
  • ai sensi del comma 4 del medesimo art. 16, l’ammontare (recte: l’incidenza) degli oneri di urbanizzazione è stabilito con delibera del consiglio comunale, sulla base delle tabelle parametriche definite dalla Regione (con delibera di Giunta);
  • conformemente a quanto previsto dalla citata normativa, la Giunta - con delibera n. 849 del 04 marzo 1998 (Aggiornamento delle indicazioni procedurali per l’applicazione degli oneri di urbanizzazione di cui agli articoli 5 e 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10) – ha approvato le tabelle parametriche di definizione degli oneri di urbanizzazione;

 

sottolineato che

 

  • tra le opere di urbanizzazione secondaria, il citato art. 16, comma 8, annovera “chiese e altri edifici religiosi, a cui sono destinati gli oneri di urbanizzazione secondaria determinati dai singoli comuni – anche in ragione della loro autonomia finanziaria ex artt. 3, comma 4, e 149, comma 2, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) – sulla base delle parametriche definite dalla Regione;
  • più in particolare, per “chiese e altri edifici per servizi religiosi”, la delibera di Giunta n. 849 del 1998 prevede che “L’incidenza degli oneri urbanizzazione secondaria (U2), salvo diverse percentuali stabilite con deliberazione del Consiglio comunale,” è pari al 7 per cento;

 

considerato che

 

  • diverse associazioni e circoli hanno curato campagne statistico – informative al fine di quantificare, quantomeno in via approssimativa, l’ammontare dei contributi conferiti a “chiese ed altri edifici religiosi” nella forma di oneri di urbanizzazione;
  • a titolo esemplificativo, sono noti i risultati pubblicati dall’Associazione nazionale UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), secondo cui, a livello nazionale, sarebbero destinati all’edilizia di culto circa 94,1 milioni di euro annui sub specie di oneri di urbanizzazione secondaria;
  • per vero, non v’è chi non veda come possa trattarsi di un ammontare particolarmente elevato, fondi pubblici che potrebbero essere destinati a finanziare, e quindi migliorare qualitativamente e quantitativamente, servizi pubblici e sociali lato sensu intesi; ciò, anche a fronte del fatto che l’edilizia di culto e l’istituzione Chiesa godono di altri numerosi finanziamenti ed esenzioni (otto per mille, cinque per mille, esenzioni Imu e Iva, riduzioneIres e Irap, tariffe postali agevolate, riduzione del canone televisivo, oltre che godere di numerosi altri benefici e contributi anche statali);

 

interpella la Giunta per sapere

 

  • a quanto complessivamente ammontino i contributi destinati dai comuni emiliano – romagnoli sub specie di oneri di urbanizzazione secondaria per “chiese ed altri edifici religiosi”, a partire dall’entrata in vigore della citata normativa regionale fino ad oggi (anni 1998 – 2013).

 

Il Consigliere

Franco Grillini

Gruppo Misto – LibDem