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Sant'Orsola e Budrio, quale riorganizzazione per i reparti di chirurgia?

INTERPELLANZA (ex artt. 115 e ss. Reg. int.)

 

Il Sottoscritto Consigliere regionale

 

premesso che

 

  • come noto, sulla situazione economico – finanziaria del sistema sanitario regionale incidono in modo particolarmente negativo i tagli “lineari” (così detti in quanto preordinati a ridurre le voci di costo e spesa indipendentemente dai possibili detrimenti cagionati alla qualità dei servizi) operati dai recenti interventi governativi di riduzione, tra l’altro, della spesa sanitaria (in particolare, con il D.L. 06 luglio 2012, n. 95, cd. “decreto spending review”): segnatamente, già nella seduta della Commissione assembleare IV (Politiche per la salute e Politiche sociali) dello scorso 11 dicembre 2012, l’Assessore alle Politiche per la salute anticipava che, a fronte delle citate manovre nazionali, “Allo stato attuale, senza tenere conto di tutte le possibili variabili che potrebbero determinare un ulteriore cambiamento, per il 2013 ci dovrebbe essere una riduzione delle risorse spettanti alla Regione Emilia-Romagna di 260 milioni di Euro” (verbale n. 27/2012);
  • l’art. 15, comma 13, lett. c), del “decreto spending review” prevede “una riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale”: specificamente, il limite massimo imposto dalla normativa nazionale di 3,7 posti letto ogni mille abitanti comporta, per l’Emilia - Romagna che al momento vanta un rapporto di 4,6 posti per mille cittadini, una riduzione totale di circa 3.500 posti letto; proprio al fine di rimodulare la propria dotazione in ottemperanza alla citata normativa, la Regione ha già approvato – con delibera 21 maggio 2013, n. 624 – una programmazione regionale di riordino, rinviando a successivo regolamento (la cui adozione è prevista dal citato art. 15) la definizione degli “standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”;

 

sottolineato che

 

  • nell’ambito del quadro di razionalizzazione sommariamente descritto, e per quanto più specificamente rileva in tal sede, si colloca la prospetta – e, risulta, già programmata – riorganizzazione della struttura ospedaliera di Budrio (Bo), anche in collaborazione o comunque d’intesa con il Policlinico S. Orsola - Malpighi;
  • segnatamente, la rimodulazione della struttura di Budrio dovrebbe prevedere il taglio dei posti letto (approssimativamente, si passerebbe da 99 a 68 unità), una riorganizzazione gestionale e funzionale del reparto di Pronto soccorso e la realizzazione di una “Casa della Salute” per coadiuvare la struttura ospedaliera nell’erogazione dei servizi;
  • inoltre, e ancora più in particolare, nell’ambito della programmata riorganizzazione sarebbe previsto la chiusura del reparto di Chirurgia generale con trasferimento del relativo personale all’Ospedale di Bentivoglio (Bo);
  • specularmente alla chiusura del reparto di Chirurgia generale, risulta che sia programmato l’utilizzo delle relative sale operatorie per delocalizzare presso la struttura di Budrio l’effettuazione degli interventi chirurgici di bassa/media complessità e la Day Surgeryattualmente in carico al Policlinico: ciò, per onor del vero, anche al fine di deflazionare il carico di interventi chirurgici gravanti sul Policlinico stesso, le cui liste di attesa contano oltre 1200 richieste per la chirurgia di media complessità e oltre 500 per la Day Surgery;
  • tuttavia, tale complessa ristrutturazione ed in particolare lo spostamento delle attività chirurgiche “minori” dal Policlinico alla struttura di Budrio potrebbe apparire singolare ove si considerasse che il Sant’Orsola sarebbe dotato delle strutture operatorie sufficienti a gestire anche gli interventi in esame: risulta, infatti, che le sale operatorie dei Reparti di Urologia e Oculistica localizzate presso il Padiglione Palagi dell’Area Malpighi, ancorché ristrutturate di recente (circa due anni fa), sarebbero inutilizzate e ben potrebbero ospitare le operazioni di chirurgia di bassa/media complessità e la Day Surgery, senza necessità di una delocalizzazione presso la struttura di Budrio;
  • peraltro, risulta che il Padiglione Palagi, la cui utilizzazione potrebbe essere valorizzata nei termini anzidetti, sarebbe oggetto di una prossima ristrutturazione finalizzata alla realizzazione di un Casa della Salute e di una RSA, con ulteriore dispendio di risorse pubbliche;
  • in altri e più semplici termini, nonostante la disponibilità di locali attrezzati presso il Policlinico, risulta programmata una delocalizzazione presso la struttura di Budrio degli interventi chirurgici di bassa/media complessità e della Day Surgery: delocalizzazione che, da un lato reca grave disagio agli utenti (e alle loro famiglie) che hanno scelto il Policlinico come struttura di fiducia, dall’altro pone particolari problematiche di sicurezza dei pazienti non essendo presenti a Budrio le strutture necessarie per gestire adeguatamente complicanze intraoperatorie che – come noto – possono insorgere anche durante interventi di bassa complessità;

 

interpella la Giunta per sapere

 

  • se quanto riportato nel presente atto di sindacato ispettivo risponda al vero; in ogni caso, quali siano gli aspetti di ristrutturazione organizzativa e funzionale che interessano la struttura di Budrio e – specularmente – il Policlinico S. Orsola – Malpighi anche in ordine all’attività di chirurgia, nonché le ragioni ad essi sottese specificando se condivise dall’Assessorato competente.

 

Il Consigliere

Franco Grillini

(Gruppo Misto, LibDem)

 

RESOCONTO DELL'AULA del 24/09/2013

4310 - Interpellanza del consigliere Grillini circa gli aspetti di ristrutturazione organizzativa e funzionale riguardanti la struttura ospedaliera di Budrio e del Policlinico S. Orsola-Malpighi, con particolare riferimento alla attività di chirurgia.

 

Risponderà l'assessore Lusenti.

Prego, consigliere Grillini, per illustrare l'interpellanza.

 

GRILLINI: L'oggetto dell'interpellanza è molto chiaro e molto semplice. Siamo di fronte a tre ospedali interessati: la chirurgia di Budrio che verrebbe spostata nei fatti all'ospedale di Bentivoglio e le chirurgie di bassa e media intensità dell'ospedale S. Orsola-Malpigli che verrebbero spostate a Budrio. Non so se, ahinoi, è un gioco delle tre carte, ma prendendo atto della necessità di ridurre i posti letto secondo le nuove normative vigenti, l'oggetto dell'interpellanza è se questo spostamento risulta congruo anche ai fini della qualità della vita o anche delle scelte dei pazienti, che, abituati ad avere a che fare con il S. Orsola-Malpighi, devono trasferirsi a Budrio, ovviamente con tutti i disagi del caso perché è a diverse decine di chilometri da Bologna.

Soprattutto le sale operatorie di Budrio riattrezzate per gli interventi, ahimè, a bassa e media intensità non sarebbero poi organizzate per le eventuali complicanze che purtroppo a volte accadono anche negli interventi di chirurgica di bassa e media intensità.

Lo scopo di questa interpellanza è sapere come si intende affrontare questo tema e se per caso non sarebbe meglio utilizzare sale operatorie non utilizzate già presenti al S. Orsola-Malpighi e utilizzare in altro modo la struttura di Budrio.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Grillini.

La parola all’assessore Lusenti per la risposta.

 

LUSENTIassessore: Grazie, Presidente. L'azienda ASL di Bologna è impegna nella rivalutazione costante dell'offerta di cura e di assistenza dei propri presidi ospedalieri con una particolare attenzione per il riconoscimento della loro vocazione e delle funzioni svolte all'interno della rete ospedaliera, in maniera da concentrare la casistica a più elevata complessità garantendo maggiore qualità, sicurezza ed efficienza per prestazioni sempre più complesse, oltre che per l'integrazione con i servizi territoriali dell'area metropolitana di Bologna.

In questo contesto si colloca anche la riconfigurazione dell'ospedale di Budrio, in cui l'azienda intende riorganizzare la degenza ordinaria dell'intero ospedale per intensità clinica e complessità assistenziale, attivare la degenza breve, la day surgery ambulatoriale e la casa della salute.

In particolare, la riorganizzazione della degenza ordinaria per intensità di cura e complessità assistenziale si sostituirà all'articolazione per unità operative al fine di concentrare le degenze collocando i pazienti sulla base di bisogni assistenziali omogenei, della gravità clinica della patologia, dei processi e dell'impegno clinico assistenziale necessario, oltre che delle procedure e delle tecnologie richieste per garantire una risposta appropriata e tempestiva sui posti letto ordinari disponibili.

La riorganizzazione della degenza ordinaria ha dimostrato, nei presidi nei quali è già stata realizzata, di concorrere al miglioramento dell'appropriatezza organizzativo-gestionale, di garantire un utilizzo più flessibile dei posti letto, di contribuire ad una maggiore valorizzazione dei professionisti, di consentire il trattamento di un più ampio case mix e la differenziazione della risposta con individuazione del settingassistenziale più adeguato fin dal pronto soccorso e, infine, di favorire la rimodulazione delle risorse in relazione alle necessità assistenziali espresse dal paziente.

I letti di degenza breve attivi dal primo giugno sono destinati ai pazienti con iter diagnostico e assistenziale più complesso, per i quali è disponibile la concentrazione in un breve arco temporale di risorse strumentali e cliniche utili per il loro inquadramento e la loro stabilizzazione senza caratteristiche di intensività clinica e assistenziale. La loro introduzione dovrebbe favorire la riduzione del numero dei ricoveri inappropriati e il passaggio dei pazienti alle cure primarie con migliori indicazioni di follow-up.

Le attività riabilitative saranno rimodulate con mantenimento di tutte le funzioni ambulatoriali e di presa in carico dei pazienti degenti presso la medicina e la lungo degenza in funzione della concentrazione delle attività di degenza riabilitativa presso l'ospedale di S. Giovanni in Persiceto.

Per la lunga degenza è previsto l'ampliamento di quattro posti letto e la programmazione dei ricoveri tramite la centrale metropolitana per le post-acuzie. Questi interventi hanno l'obiettivo di garantire maggiore prossimità della degenza per i pazienti in fase post-acuta.

Per l'oculistica, la ginecologia e l'ortopedia si manterranno le attività di day surgery ambulatoriali; per la cardiologia, la nefrologia, l'urologia, la neurologia e la dermatologia le attività ambulatoriali; per l'ORL si proseguirà l'attività di degenza ordinaria in regime di one day,day surgery ambulatoriale, con rimodulazione del mix di pazienti ricoverati in funzione della complementarità delle attività chirurgiche otorinolaringoiatriche svolte presso l'ospedale Bellaria, a cui verranno indirizzati i pazienti oncologici e ad elevata complessità.

Per quanto riguarda la chirurgia generale e ortopedica è allo studio un piano per lo sviluppo di attività integrate, oltre che con l'istituto ortopedico "Rizzoli", anche con l'azienda ospedaliera universitaria di Bologna. La rimodulazione della complessità dei casi trattati si realizzerà in funzione degli specifici accordi che saranno presi con l'azienda ospedaliera universitaria.

Per quanto riguarda quest'ultima, i blocchi operatori urologico e oculistico del policlinico S. Orsola-Malpighi sono già impegnati tutte le mattine e tutti i pomeriggi. Inoltre presso il blocco urologico del S. Orsola una sola sala è già dedicata alla attività in day surgery di chirurgia ambulatoriale di varie unità operative dell'azienda ospedaliera universitaria.

Il piano prevede che presso l'ospedale di Budrio sia svolta l'attività chirurgica di media complessità di diverse unità operative di chirurgia generale e, in futuro, anche specialistica, andando così ad ampliare l'offerta per i residenti in quel territorio. Le unità operative opereranno, oltre che i pazienti del territorio di riferimento, i pazienti della propria lista, secondo le modalità in uso presso il policlinico. Pertanto non si altererà il rapporto di fiducia né fra pazienti e professionisti, né fra pazienti e struttura. I pazienti operati a Budrio, selezionati in base alla bassa complessità, avranno tempi di attesa decisamente minori rispetto a quelli attuali. La gestione delle eventuali complicanze sarà assicurata dal policlinico S. Orsola.

Si tratta, quindi, di un complesso progetto di riorganizzazione che vede impegnate l'azienda ASL e l'azienda ospedaliera universitaria di Bologna in una meritevole opera di integrazione che ha il fine di garantire ai cittadini un'adeguata assistenza sanitaria in una logica di gradualità delle cure e di prossimità, utilizzando al meglio le risorse disponibili. E, mi permetta, in modo del tutto amichevole, consigliere Grillini, non facendo il gioco delle tre carte, che non facciamo mai quando ci occupiamo di questi problemi.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, assessore Lusenti.

Consigliere Grillini, ha sei minuti per la sua replica. Prego.

 

GRILLINI: Assessore, era una battuta – diciamo – amichevole.

Prendo atto delle informazioni assolutamente dettagliate dell'assessore. Lo scopo di questa interpellanza, infatti, era avere informazioni più chiare su questo progetto, che nel momento in cui prende atto della riduzione delle risorse, della necessità di riorganizzare il sistema, di ridurre i posti letto eccetera, mi pare di capire che tenda – almeno la volontà sarebbe questa – a mantenere la qualità dei servizi senza la riduzione dei servizi stessi.

Tuttavia siamo di fronte ad una delocalizzazione, cioè gli interventi a bassa e media intensità vengono trasferiti a Budrio, questo è il punto nel momento in cui Budrio non serve solo la popolazione locale, ma serve anche una popolazione più generale, che, come lei giustamente ha detto, assessore, avrebbe minore tempo di attesa.

I punti, a questo punto, sono tre: primo, una parte di coloro che utilizzavano il S. Orsola-Malpighi devono andare a Budrio con tutto quello che significa anche in termini di disagio; secondo, lei ha citato la valorizzazione professionale dei medici, ma una parte dei medici del S. Orsola verrebbero trasferiti a Budrio da quello che ho capito, quindi sono medici che andrebbero ad operare essenzialmente in situazioni di bassa e media intensità e non in situazioni, diciamo così, come ha detto lei, di valorizzazione; infine c'è la questione delle complicanze, rispetto alle quali, proprio per il trasferimento della chirurgia da Budrio a Bentivoglio, in situazioni anche di complicanze gravi che richiedono un intervento urgente, non ci sarebbe più la struttura adeguata.

Spero che questi dubbi siano chiariti in corso d'opera. Al momento qualche dubbio rimane. Prendiamo atto intanto della chiarezza dell'esposizione del piano e della volontà di mantenere il servizio, soprattutto nell'interesse degli utenti.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Grillini.

Passiamo all’oggetto seguente: