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Merola e i matrimoni gay all’anagrafe del Comune: “Promessa mantenuta, da settembre le registrazioni”. Grillini: "Nessuno avrebbe immaginato di arrivare fino a qui"

BOLOGNA - Bologna diventa “arcobaleno”. Le nozze gay, celebrate all’estero, da metà settembre saranno trascritte anche sotto le Due Torri. Ma entrambi gli sposi dovranno risiedere a Bologna.
Dopo la vicenda dell’ex Cie, la giunta Merola tira dritto anche sul delicato tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Sfidando gli strali della Curia bolognese e di una parte del Pd, il sindaco Virginio Merola ha firmato lunedì sera il provvedimento, promesso all’indomani del Gay Pride. «È un fatto di civiltà sostenere i legami tra le persone, continuiamo a stare all’avanguardia su questo terreno », rivendica il primo cittadino, fiducioso che l’eco di questa decisione arrivi fino a Roma: «È necessaria al più presto una legge nazionale». Nell’attesa, dice, la città «afferma un importante principio di libertà e di giustizia, andiamone orgogliosi».
Dal 15 settembre, Palazzo d’Accursio darà quindi la possibilità di trascrivere nei registri anagrafici i matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso (almeno uno dei due però dovrà essere cittadino italiano). La decisione potrebbe essere impugnata dal ministero dell’Interno, ma su questo il sindaco appare sereno: «Non temiamo nessuno stop dal Viminale ». La direttiva voluta dalla giunta Merola per ora non avrà effetti giuridici in Italia, ma resta il forte valore simbolico dell’iniziativa. Chiesta in questi anni a gran voce dalla comunità omosessuale, che ieri ha festeggiato: il direttivo del Cassero, storico circolo Arcigay, ha definito il prossimo 15 settembre «un giorno di festa, per alcune coppie in particolare, ma anche per tutta la città». Elogiando il sindaco che con «la sua firma polverizza un confine odioso».
Tra i primi a esultare («è una bella pagina, sono orgoglioso della mia città») Sergio Lo Giudice del Pd, che si è sposato con il suo compagno tre anni fa ad Oslo e nei mesi scorsi, ricorrendo negli Usa alla tecnica dell’utero in affitto, è anche diventato padre. «Io e mio marito Michele abbiamo i documenti già pronti», spiega il senatore, il cui matrimonio sarà a breve trascritto nei registri comunali. In fondo, 30 anni fa «nessuno immaginava di arrivare qui», festeggia Franco Grillini di Gaynet. Ma una parte del centro destra insorge. Per Fratelli d’Italia «la registrazione dei matrimoni è inaccettabile», mentre la Lega Nord chiede addirittura che Merola si dimetta.
ENRICO MIELE
La Repubblica

Approvata l.elettorale col mio ordine del giorno in cui si chiede rispetto per l'elettorato passivo e attivo dei trans

BOLOGNA, 22 LUG - La nuova legge e' stata votata praticamente all'unanimita' (unico astenuto il consigliere di Fratelli d'Italia, Mauro Malaguti). Dopo le polemiche di ieri in commissione sull'emendamento che fissava il dimezzamento del numero delle firme da raccogliere in caso di elezioni anticipate solo se si fosse andati al voto oltre 150 giorni prima della naturale data delle elezioni, oggi, con il passo indietro del Pdl - che ha abbassato a 120 giorni la soglia - la frattura tra grandi e piccoli partiti si e' ricomposta. Con la nuova legge, quaranta dei cinquanta consiglieri saranno eletti con criterio proporzionale sulla base di liste coincidenti con le province; altri nove con sistema maggioritario su un unico collegio regionale, un seggio riservato al primo dei candidati non eletti alla carica di presidente - carica che da ora non potra' essere ricoperta dalla stessa persone per piu' di due mandati consecutivi. Non partecipano al riparto dei seggi le liste che abbiano ottenuto meno del 3% dei voti validi, a meno che non siano collegate a un candidato presidente che abbia ottenuto almeno il 5% - la proposta che aboliva lo sbarramento e' stato bocciato. A garantire la governabilita' dovrebbe essere un premio di maggioranza per la coalizione vincente, che in ogni caso dovra' disporre di almeno 27 dei 50 seggi (in precedenza il 'premio' minimo portava la maggioranza a 29). Nelle liste, i candidati di entrambi i generi dovranno essere rappresentati in maniera paritaria e viene introdotto il criterio della doppia preferenza di genere: si potra' esprimere una seconda preferenza sulla scheda elettorale solo se di genere diverso dal primo candidato. L'aula ha anche approvato due ordini del giorno: il primo, bipartisan, invita il Governo a estendere a altre figure istituzionali, fra cui i consiglieri regionali, la competenza sull'autenticazione delle firme dei sottoscrittori delle liste di candidati alle elezioni. Nel secondo, primo firmatario Franco Grillini (Misto) si chiede che 'nelle prossime tornate elettorali regionali le eventuali candidature delle persone transessuali avvengano nel massimo rispetto dell'identita' di genere' e si auspica "il massimo rispetto per le persone transessuali e per la loro identita' durante lo svolgimento delle operazioni di voto, in particolare nei seggi elettorali".(ANSA).

Bravo Merola che mantiene la parola e fa di Bologna la città dei diritti

Con la decisione di firmare l'atto che consentirà il 15 settembre di trascrivere i matrimoni tra le persone dello stesso sesso celebrati all'estero il Sindaco di Bologna Virginio Merola conferma la tradizione di libertà e civiltà della nostra città.
La lotta per i diritti partì a Bologna a metà degli anni '70 con il "collettivo frocialista" bolognese che si riuniva in via Castiglione in una sede socialista, poi prese il nome di "circolo culturale 28 giungo" e infine "ARCIGAY Cassero" con la conquista della prima prestigiosa sede data in affitto ad un gruppo gay da parte di una amministrazione cittadina nel 1982. 30 anni fa nessuno avrebbe immaginato che saremmo arrivati alla trascrizione dei matrimoni gay presso il Comune. Di strada quindi se n'è fatta molta e molta ne rimane da fare affinché quei matrimoni omosessuali celebrati all'estero siano pienamente riconosciuti dalla legislazione nazionale. In una recente inchiesta sulla composizione delle famiglie a Bologna è emerso il dato preoccupante per cui 91 mila cittadini vivono da soli in nuclei mono familiari, pari al 47% della popolazione complessiva della città. È bene quindi favorire il riconoscimento di tutti i nuclei familiari come bene per la coesione sociale e la libertà degli affetti.

Legge elettorale, spunta l'idea del voto nel 2015. Emendamento di Franco Grillini per fare slittare le urne a primavera

BOLOGNA - Franco Grillini insiste e annuncia che presenterà un emendamento alla nuova legge elettorale dell'Emilia-Romagna perché non si voti a novembre ma nella primavera 2015, a scadenza naturale della legislatura, insieme alle altre Regioni italiane. «Il via libera del Viminale alla prossima legge elettorale scrive Grillini in una nota è un fatto positivo per l'Emilia-Romagna, perché consente la doppia preferenza di genere e riporta in capo al Consiglio regionale la possibilità di decidere anche la data del voto, senza i tempi eccessivamente stretti della normativa nazionale valida proprio per le Regioni che non si sono dotate di legge elettorale propria». Per questo, fa sapere il consigliere regionale di LibDem, «presenterò un emendamento sulla data del voto che va in questa direzione». Secondo Grillini, del resto, votare in primavera «non è troppo lontano» e, soprattutto, permetterebbe di «non sovrapporsi all'inchiesta giudiziaria in corso», facendo una «campagna elettorale tutta incentrata sui programmi». Col voto anticipato, invece, le elezioni in Emilia-Romagna «assumeranno una valenza nazionale diventando, di fatto, anche l'occasione per un giudizio sul governo» nonché un «processo politico mediatico e giudiziario sui 15 anni di governo regionale». INTANTO, l'iter per l'approvazione della legge prosegue secondo le scadenze previste. La riforma, conferma il presidente della commissione Statuto, Giovanni Favia, «ha passato il vaglio del ministero» cui era stato chiesto un parere urgente. Il Viminale ha sollevato solo alcuni rilievi tecnici, spiega l'ex consigliere grillino, «a mero titolo di collaborazione». Il testo dovrebbe essere approvato nella prossima seduta della commissione, convocata per lunedì prossimo, e incassare l'ok dell'aula in una delle ultime due sedute dell'Assemblea legislativa, martedì 22 e mercoledì 23 luglio. «Ci sono i tempi nel caso si ritenga di approvare la legge elettorale ha chiarito la presidente dell'aula di viale Aldo Moro, Palma Costi . Noi siamo pronti».

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