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Si vada a scadenza naturale della legislatura regionale in Emilia Romagna

“Tra qualche giorno le dimissioni del Presidente della Giunta regionale determineranno la conclusione formale della legislatura. Vedo volteggiare molti gufi che, strumentalizzando le inchieste giudiziarie, vagheggiano l'eliminazione di chiunque abbia avuto a che fare con la legislatura che si chiude. Fondi strutturali, terremoto, alluvione, completamento ordinato della legislatura ed esaurimento dell'esame dei provvedimenti in corso. Tutto si ferma per andare a votare con due o tre mesi di anticipo sulla scadenza naturale che sarebbe marzo 2015.

Peggio, in Emilia-Romagna si parla già da tempo di date per il voto anticipato quando non ci sono ancora le dimissioni formali del Presidente e nonostante Regioni con Presidenti dimissionari non parlino minimamente di voto anticipato.

Tutto ciò nel bel mezzo dell'inchiesta giudiziaria che dovrebbe arrivare a conclusione proprio durante le operazioni di voto. Non sarebbe quindi più ragionevole andare a votare assieme alle altre regioni magari anticipando con un decreto governativo la data delle elezioni al mese di febbraio? L'alternativa che si prospetta è quella di una campagna elettorale regionale dove non si parlerà di programmi e di proposte ma si processeranno 15 anni di buon governo facendo di ogni erba un fascio e trasformando, di fatto, le elezioni in Emilia Romagna in elezioni di rilevanza politica nazionale con tanto di giudizio sul governo centrale.

A chi conviene tutto ciò?”

Bologna, 16 luglio 2014