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Bravo Merola che mantiene la parola e fa di Bologna la città dei diritti

Con la decisione di firmare l'atto che consentirà il 15 settembre di trascrivere i matrimoni tra le persone dello stesso sesso celebrati all'estero il Sindaco di Bologna Virginio Merola conferma la tradizione di libertà e civiltà della nostra città.
La lotta per i diritti partì a Bologna a metà degli anni '70 con il "collettivo frocialista" bolognese che si riuniva in via Castiglione in una sede socialista, poi prese il nome di "circolo culturale 28 giungo" e infine "ARCIGAY Cassero" con la conquista della prima prestigiosa sede data in affitto ad un gruppo gay da parte di una amministrazione cittadina nel 1982. 30 anni fa nessuno avrebbe immaginato che saremmo arrivati alla trascrizione dei matrimoni gay presso il Comune. Di strada quindi se n'è fatta molta e molta ne rimane da fare affinché quei matrimoni omosessuali celebrati all'estero siano pienamente riconosciuti dalla legislazione nazionale. In una recente inchiesta sulla composizione delle famiglie a Bologna è emerso il dato preoccupante per cui 91 mila cittadini vivono da soli in nuclei mono familiari, pari al 47% della popolazione complessiva della città. È bene quindi favorire il riconoscimento di tutti i nuclei familiari come bene per la coesione sociale e la libertà degli affetti.