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Grillini (Gaynet), Venezia proibisce il Pride? Il ducetto lagunare ne spara un'altra, ma non può sospendere la democrazia, la Costituzione garantisce la libertà

Grillini (Gaynet), Venezia proibisce il Pride? Il ducetto lagunare ne spara un'altra, ma non può sospendere la democrazia, la Costituzione garantisce la libertà di manifestazione
 
Il ducetto lagunare ne spara un'altra delle sue, il Pride a Venezia non s'ha da fare. Peccato che in Italia ci sia la Costituzione e che la libertà di manifestare sia garantita dall'art. 17 che recita: "Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica."
Siccome vietare una manifestazione praticamente ci obbliga a farla se non altro per difendere democrazia e libertà in Italia come a Venezia, vedremo nei prossimi giorni che stupidaggini dirà il ducetto Brugnaro.

Chi scrive ha organizzato assieme all'allora Arcigay Veneziana con il compianto presidente Beppe Tasca nel 1997. Fu una magnifica iniziativa con un enorme successo di partecipazione e di successo mediatico (finì nei titoli di testa di tutti i TG). Ma allora c'era un sindaco amato e stimato da tutti e cioè Cacciari che collaborò, ci ricevette a Ca Farsetti e ci diede tutta la collaborazione possibile per l'organizzazione, i permessi e le inziative pubbliche di dibattito e di confronto. In quell'occasione venne consegnato il pegaso d'oro alle giornaliste Natalia Aspesi e Laura Delli Colli. Un'altra bella iniziativa fu la visita guidata dallo storico Giovanni Dall'Orto sui luoghi gay di Venezia che sono un'infinità a partire dal palazzo Ducale dove si eseguivano le condanne a morte per Sodomia.

Ritornare  a Venezia con il Pride sarà quindi una ritrovarsi in un luogo fondamentale per la storia lgbt.
Infine il nostro ducetto se la prende ancora con il cantante Elton Jhon affermando che "La famiglia con due donne e il bambinetto e' innaturale". Qui di innaturale c'è solo il cazzaro veneziano che elettori ignari hanno messo lì per 5 anni.

Infine Brugnaro ci faccia un favore:  la smetta di dire che non è omofobo e che ha amici gay, ormai questa affermazione è il marchio di fabbrica di tutti gli omofobi che si vergognano di essere tali. Se Brugnaro ci dichiara guerra e guerra sia. C'è però da chiedersi se Venezia ha bisogno di inutili conflitti e non di serie politiche di salvaguardia e di rilancio.
 
Franco Grillini
Presidente Gaynet Italia