log in

Gay, nozze finte in Sala Rossa «Sposi in Spagna. E qui?» Grillini sfida Merola: «Gay Pride sotto le Due Torri»

america oggi

Nozze gay. Sposi in Spagna simulano il rito a Bologna

BOLOGNA. Due sposi gay, mano nella mano, seduti nella sala dei matrimoni del Comune di Bologna, dove forse non si aspettavano nemmeno loro di entrare. Ottavio Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia, entrambi funzionari dell'Unione Europea, si sono scambiati le fedi il 20 agosto a Polinyà de Xuquer, duemila abitanti vicino a Valencia. A suggellare l'unione, il fratello di Joaquin, assessore locale. E' stato ancora lui, simbolicamente, con a fianco Cathy La Torre, capogruppo vendoliana a Bologna, ad abbozzare il rito nella città di Ottavio. Tra gli applausi di parenti ed amici, ne è nata una festa di nozze improvvisata e simbolica, con tanto di baci e foto nel balcone che dà su piazza Maggiore. I due neoconiugi, 38 e 36 anni, fidanzati da quattro, vivono a Bruxelles. E lì chiederanno che la loro unione venga riconosciuta, come peraltro è previsto dalle leggi del Belgio. Hanno però salito le scale di Palazzo D'Accursio, per avere anche qui una risposta politica: accompagnati da un corteo dell'associazione radicale Certi Diritti (tra gli altri l'ex parlamentare Franco Grillini), volevano la trascrizione nel registro delle nozze. Per questo speravano di essere ricevuti da Virginio Merola. Assente il sindaco (alla manifestazione Anci), non presenti neppure altri assessori, nessuno ha impedito loro di entrare in Sala Rossa e far festa. A Merola, che per il momento non ha dato risposte, invieranno una richiesta nei prossimi giorni. Subito intanto sono andati all'anagrafe: a loro è stato gentilmente risposto che serve una copia dell'atto spagnolo, ma anticipando già che, mancando una legge nazionale, sarà un no obbligato. I due faranno ricorso alla Corte di giustizia europea e alla Corte europea dei diritti dell'uomo. "In Belgio siamo cittadini come tutti gli altri, mentre qui siamo di serie B", ha detto Ottavio sventolando davanti ai cronisti il libretto di famiglia spagnolo. "Qui ci sono i nostri nomi, e c'é lo spazio pure per i figli. Se un domani decidessimo di adottarne, per le autorità italiane sarebbero orfani. Siamo indietrissimo, l'Iran d'Europa". Per protesta gli sposi sarebbero anche disposti a prendere in moglie una donna, in Italia, creando così un corto circuito giuridico tra i paesi. Il loro primo passo comunque passa da Bologna, "dove un giorno potremmo trasferirci". Bologna, definita città Gay Friendly' da una recente ricerca dell'Arcigay e candidata ad ospitare il Pride 2012 ma che, come in tutta Italia, non può legittimare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Così Matteo e Matteo, bolognesi, sono stati i primi gay italiani sposi a New York, esattamente un mese fa. Poi c'é Sergio Lo Giudice, capogruppo Pd in Comune, che sabato ha detto sì al suo compagno, in esilio' a Oslo.


La Repubblica

MARTEDÌ, 30 AGOSTO 2011 

Pagina I - Bologna 

La storia  

Non solo matrimoni il Cassero vuole il Gay Pride    


ROSARIO DI RAIMONDO


Il Gay Pride 2012 a Bologna, per festeggiare i trent´anni del Cassero, circolo omosessuale tra i più importanti e longevi del Paese. L´ha annunciato ieri Emiliano Zaino, presidente dell´Arcigay cittadino, a Palazzo d´Accursio, dove si stava trascrivendo nei registri comunali l´atto di matrimonio di Ottavio Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia, due funzionari Ue che il 20 agosto si sono sposati in Spagna.
I due, circondati da parenti e amici, hanno simbolicamente simulato le nozze nella Sala Rossa del Comune, luogo dove vengono celebrati i riti civili. Ed è stata Cathy La Torre, capogruppo di Sinistra e Libertà in consiglio comunale, a unire la coppia. 
SEGUE A PAGINA VII 


(segue dalla prima di cronaca)
I coniugi avrebbero voluto incontrare il sindaco Virginio Merola, per chiedere la trascrizione dell´atto nel registro comunale, come si fa all´estero. La stessa richiesta che verrà posta, al rientro in Italia, dal capogruppo del Pd Sergio Lo Giudice, che sabato ha sposato Michele Giarratano a Oslo. «Una cosa che non si può fare», ha ammesso la stessa La Torre, in risposta alla provocazione di Franco Grillini, consigliere regionale dell´IdV, che ha chiesto al sindaco «un atto di coraggio nel fare questa trascrizione, anche se qualche tribunale la cancellerà. Zangheri e Imbeni dissero sì al Cassero». E se ieri Merola era assente "giustificato" (a Milano per la manifestazione dell´Anci), venerdì è atteso proprio al Cassero per una riproposizione delle nozze di Lo Giudice e Giarratano. 
Cadrà invece il 7 settembre il primo anniversario della morte di Marcella Di Folco, storica leader del Mit (Movimento per l´identità transessuale), consigliere comunale sotto le Due Torri, primo transessuale ad esservi eletto, nel 1995: un ordine del giorno chiederà di intitolarle una via della città. E ancora, a fine settembre, si saprà se la Rainbow Flag, la bandiera arcobaleno simbolo storico del Gay Pride, potrà sventolare a Bologna. Sarebbe la terza volta in città, dopo la prima "marcia dell´orgoglio" nel 1995 e, nel 2008, quella dei duecentomila partecipanti che intonarono lo slogan "Laicità, parità, dignità".

Il Carlino

BOLOGNA CRONACA pag. 11
Gay, nozze finte in Sala Rossa «Sposi in Spagna. E qui?» 
Grillini sfida Merola: «Gay Pride sotto le Due Torri»
CIRCONDATI da parenti e amici, giunti fin dalla Spagna, si sono scambiati un bacio seduti nella Sala Rossa di Palazzo D'Accursio, proprio dove vengono celebrati i matrimoni in rito civile. Ottavio Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia, entrambi funzionari dell'Ue, si sono sposati vicino Valencia il 20 agosto scorso. E ieri, scherzosamente, hanno voluto simulare le nozze anche nella città natale di Ottavio. La coppia omosessuale, con un corteo organizzato dall'associazione radicale Certi Diritti', avrebbe voluto incontrare il sindaco Virginio Merola, per chiedere «la trascrizione del matrimonio sul registro comunale», così come avviene solitamente per le unioni (eterosessuali) contratte all'estero. Ma il primo cittadino era a Milano per la manifestazione dell'Anci. Così i novelli sposi, prima di recarsi in anagrafe per consegnare tutta la documentazione del caso, hanno pensato di fare da soli. Ad abbozzare il rito ci ha pensato la capogruppo di Sel in Consiglio e vicepresidente del Mit (Movimento identità transessuale) Cathy La Torre e l'assessore di Polinyà de Xuquer, fratello di Joaquin, che ha già unito i due in Spagna. «IL FATTO che siano potuti entrare in Sala Rossa ragiona La Torre è già un segnale di accoglienza da parte del Comune». Anche se per la trascrizione non c'è stato nulla da fare. I due sono stati ricevuti da alcuni funzionari comunali, ma senza raggiungere il risultato sperato. Perché? Semplice: «la legge italiana non lo consente», ammette Ottavio deluso e amareggiato. «Siamo l'Iran d'Europa accusa quindi il consigliere regionale dell'Idv Franco Grillini . Spero che Merola farà lo stesso la trascrizione del matrimonio. Anche se poi un Tribunale qualsiasi l'annullerà. Non chiediamo di violare la legge, ma di dare un segnale forte». Perchè, prosegue Grillini, per gli omosessuali italiani «il fascismo non è mai finito e il matrimonio resta un privilegio per eterosessuali. Merola quindi ha concluso dimostri di essere un sindaco all'altezza di Imbeni e Zangheri, che trent'anni fa permisero l'apertura del Cassero. Il primo circolo gay riconosciuto nel nostro Paese». E ARCIGAY, proprio in occasione dell'anniversario, ha proposto Bologna come sede per il Gay Pride 2012. Anche il 7 settembre prossimo sarà una data importante per la comunità Lgbt bolognese. Ricorre infatti un anno dalla morte di Marcella Di Folco, storico leader del Mit e consigliere comunale. Per ricordarla Sel chiederà di intitolarle una via.