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Aids dilaga fra i giovani per mancanza di informazione, lo stato è assente

ROMA, 11 LUG - Sono soprattutto gli omosessuali piu' giovani a contribuire all'aumento di infezioni da Hiv in questo gruppo a rischio che si vede anche in Italia. Lo afferma Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, secondo cui a mancare sono campagne mirate ai ragazzi in generale sull'educazione sessuale. ''I piu' anziani sono 'educati' sull'Aids, hanno visto gli amici morire e quindi sanno bene che rischi si corrono - spiega Grillini - il problema e' che da quando la terapia antiretrovirale ha permesso di convivere con la malattia questa e' letteralmente sparita dai radar. I giovanissimi non sono oggetto di campagne che invece negli altri paesi ci sono, e al giorno d'oggi hanno rapporti gia' a 14-15 anni, infettandosi e trasmettendo il virus''. Il problema, afferma Grillini, e' piu' ampio. ''Quello che manca nel Paese e' una massiccia campagna di educazione sessuale. unita a una diffusione capillare del preservativo. Bisognerebbe parlare di queste cose a scuola, in televisione, ovunque, ma in Italia non si puo' fare perche' c'e' una vera e propria sessuofobia nelle istituzioni. Questo e' un vero crimine di Stato''. Secondo l'esponente storico del movimento gay italiano la decisione dell'Oms e' sbagliata. ''La linea guida non va nella direzione giusta, bisogna puntare di piu' sull'informazione e sulla prevenzione con i mezzi tradizionali - spiega - dare gli antiretrovirali alle persone sane e' solo un regalo a Big Pharma, che oltretutto non fa ricerche sulla cura''. (ANSA). Y91-BG 11-LUG-14 16:19

Aids: allarme Oms, in forte crescita tra gay "epidemia esplosiva"

(AGI/AFP) - Ginevra, 11 lug. - L'Organizzazione mondiale della Sanita' (Oms) ha lanciato un nuovo allarme Aids, avvertendo che si registra un boom delle infezioni da Hiv tra gli omosessuali. Da qui, l'appello a prendere medicinali antiretrovirali come ulteriore metodo preventivo. "Stiamo assistendo all'esplosione dell'epidemia", ha affermato il capo dipartimento Hiv all'Oms, Gottfried Hirnschall, sottolineando che oggi il rischio di contagio tra i gay e' 19 volte piu' alto che nel resto della popolazione. Oltre trent'anni dopo la scoperta dell'Aids, con le foto di malati scheletrici che impressionarono il mondo, la comunita' omosessuale torna al centro della lotta contro la sindrome da immunodeficienza. Il problema, ha sottolineato Hirnschall, e' che le nuove generazioni, cresciute con farmaci che allungano la vita e rendono possibile convivere a lungo con la malattia, sono meno informati.

Nell'ultimo rapporto diffuso, l'Oms per la prima volta "raccomanda fortemente agli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini di considerare di prendere medici antiretrovirali come metodo aggiuntivo di prevenzione dall'infezione da Hiv". Le autorita' americane avevano gia' lanciato un analogo appello nel maggio scorso. Una simile profilassi medica, insieme all'uso del preservativo, si stima che possa tagliare l'incidenza dell'Hiv tra gli omosessuali del 20-25%, il che potrebbe evitare "fino a un milione di nuove infezioni in 10 anni". Tra i gruppi a rischio, non ci sono solo i gay, ma anche transgender, detenuti, tossici e prostitute, che insieme rappresentano quasi la meta' delle nuove infezioni al mondo, categorie che hanno meno accesso ai servizi medici. Importanti passi in avanti hanno segnato la diminuzione dell'Aids nel mondo, con il numero di nuovi infettati crollato di un terzo tra il 2001 e il 2012, quando 2,3 milioni di persone hanno contratto il virus. E per la fine del 2013, circa 13 milioni di persone ricevevano il trattamento antiretrovirale, riducendo fortemente il numero di decessi. Ma, ha concluso l'Oms, bisogna fare di piu' per superare i pregiudizi verso la malattia che spesso condizionano i gruppi a rischio, aumentando gli sforzi nella lotta contro l'Hiv. (AGI)